Archive for the ‘personal’ Category

Tempus Vernum

Wednesday, December 10th, 2008

Tempus vernum è quando vedi il sole lì in fondo, ma non sai se sta salendo o scomparendo.
Tempus vernum è quando il cielo è terso, il sole brilla, ma tu senti freddo.
Tempus vernum è quando una poesia parla di te.
Tempus vernum è quando non sai dove andare, ma non ti senti perso.
Tempus vernum è quando ti riaddormenti sperando che il sogno interrotto continui.
Tempus vernum è quando riesci a vedere un prodigio, ma non lo sai spiegare agli altri.
Tempus vernum è quando al mattino sei di buon umore.
Tempus vernum è quando punti il dito e attorno non c’è niente.
Tempus vernum è quando finalmente apri gli occhi e quello che vedi non ti piace.
Tempus vernum è quando un cantante dice meglio di te come ti senti.
Tempus vernum infondo è un buon augurio… Vernum vuol dire “Cambiamento”.

Felicità

Friday, September 19th, 2008

Qualche giorno fa, sul blog di Paolo Depa è comparso un post molto interessate, che partendo dal film Hancock, si perde in una digressione sulla ricerca della felicità.
Ho promesso di scrivere un post sull’argomento: ed eccolo qua.

La domanda che ci si pone (semplificando all’inverosimile) è: “come si diventa felici? Come si trova la felicità?”

Quella della felicità è una ricerca che tento di semplificare.
Diciamo che la ricerca della felicità è un po’ come la ricerca delle chiavi di casa (!!) (è capitato a tutti di perdere un mazzo di chiavi, no?).

Bene, mettiamo che abbiamo perso le chiavi; e che le stiamo cercando diligentemente; scorriamo con la mente tutti i posti in cui si possono trovare, le andiamo a stanare la dove crediamo di trovarle e restiamo delusi quando non le vediamo là, dove credevamo che potessero essere. Continuiamo a fare così fin quando non ci arrendiamo o fin quando non troviamo le dannate chiavi.

Ora, quale è la prima cosa che si fa quando troviamo quello che stavamo cercando? Cosa facciamo appena troviamo il mazzo di chiavi?
I più abituati ai miei discorsi risponderebbero: “cominciamo a cercare un’altra cosa”.
Questo è vero… ma prima, prima ancora, succede qualcos’altro: smettiamo di cercare quello che abbiamo appena trovato.
Appena troviamo le chiavi, la prima cosa che facciamo è smettere di cercarle.

Questi due eventi (trovare qualcosa e smettere di cercarla) sono talmente vicini che si può dire che avvengono nello stesso istante.

Il fatto eccezionale è che l’accadimento di uno di questi due eventi invoca l’altro.

Detto in parole povere: se smettiamo di cercare le chiavi, queste si fanno trovare.
E non dite che non vi è mai capitato! A tutti capita di ritrovarsi inaspettatamente in mano qualcosa che si stava cercando qualche giorno fa, e che (per un motivo o per un altro) si era rinunciato a trovare.

Una frase che sento ripetere spesso è: “piantala di cercarlo, vedrai che quando non ti serve più esce da solo“. E l’ho sentita tanto spesso da convincermi che dice qualcosa di vero.

Non è un caso, ma un meccanismo (!!): appena la nostra volontà la smette di desiderare una cosa, qualcosa cambia, e la cosa che desideravamo appare.
(mi rendo conto che detta così pare il motto di una di quelle religioni esoteriche, ma sto cercando di farla semplice, il più possibile)

Lo stesso vale per la felicità: appena si smette di cercare di essere felici, la felicità arriva, oppure, detta forse meglio: la ricerca della felicità causa, di per se, infelicità.

Una illuminazione può venire da questo filmato (tratto dal film Patch Addams):

YouTube Preview Image

Beh, rileggendomi mi convinco sempre di più che farei bene a fermarmi sulle chiappe della tipa abbracciata al palo, fregandomene di quello che c’è scritto sotto: sarei senza dubbio più felice.

51 cose che un uomo deve fare prima di morire

Wednesday, August 27th, 2008

Premessa breve, il titolo spiega abbastanza. Questa è la mia lista:

  1. Percorrere in auto o in moto la “Route 66″ in America (a.k.a. Coast to Coast).
  2. Picchiare qualcuno fino a farlo svenire.
  3. Essere picchiato da qualcuno fino allo svenimento.
  4. Giocare a Rugby.
  5. Lanciarsi con l’elastico.
  6. Ubriacarsi.
  7. Percorrere a piedi il cammino di Santiago partendo almeno dalla Francia.
  8. Assumere un allucinogeno (una sola volta credo basti).
  9. Imparare a suonare uno strumento musicale.
  10. Piangere in pubblico.
  11. Scrivere una poesia/canzone d’amore.
  12. Sparare con un’arma (non necessariamente a qualcuno).
  13. Fare l’Autostop fino a un paese estero.
  14. Restare digiuno per 72 ore di fila.
  15. Passare da solo una notte nella foresta.
  16. Prendere la metropolitana a Tokio.
  17. Immergersi nell’oceano.
  18. Andare a caccia, uccidere un animale, macellarlo, cucinarlo e mangiarselo.
  19. Vivere una settimana in una suite di un hotel di lusso con almeno 5 stelle.
  20. Imparare una lingua straniera.
  21. Stringere la mano ad una persona che ha fatto qualcosa di grande per il mondo.
  22. Vivere 10 giorni in Africa.
  23. Vivere una settimana in tenda, in campeggio.
  24. Scrivere le 51 cose che si vorrebbe fare nella propria vita (questa è dura).
  25. Vedere l’aurora boreale.
  26. Passare una notte sveglio solo per vedere l’alba.
  27. Partecipare ad un Rave.
  28. Entrare in una chiesta e trattenersi col prete a parlare di Dio.
  29. Entrare in una sinagoga e trattenersi col rabbino a parlare di Dio.
  30. Entrare in una moschea e trattenesi col sacerdote a parlare di Dio.
  31. Viaggiare nel treno “espresso notte Milano-Messina” la sera del 23 Dicembre.
  32. Imparare un’arte marziale.
  33. Ballare il tango.
  34. Correre con i tori a Pamplona.
  35. Pilotare un carrarmato.
  36. Visitare Roma.
  37. Cavalcare un animale grosso.
  38. Imparare ad combattere con la spada.
  39. Scrivere un libro.
  40. Fare l’amore con due donne contemporaneamente.
  41. Andare all’OktoberFest
  42. Nuotare con i delfini
  43. Farsi la doccia in una cascata naturale
  44. Passare un carnevale a Rio.
  45. Partecipare a un triathlon.
  46. Diventare il mentore di qualcuno (verso la fine).
  47. Viaggiare sull’Orient Express.
  48. Ascoltare una orchestra a Vienna
  49. Parlare da una grande folla di gente.
  50. Vedere un’eclissi totale di sole.
  51. Imparare una poesia a memoria (quella che piace di più).

Sono curioso di ascoltare la vostra.

Guerriero della Luce, Guerriero del Gas, Guerriero del Telefono

Thursday, August 14th, 2008

Vi capita mai?
Quella sensazione di vuoto che arriva quando è appena terminata una bella esperienza?
Che ti prende come la marea, e, premendoti sul petto, ti spinge al largo?

Siamo da poco tornati; una camminata di 50km (ne dovevano essere molti di più) tra le colline morbide, verdi e assolate dell’Umbria; e già mi manca.

Mi manca lo zaino. Che ti trascini appresso; con dentro quelle cose che davvero non puoi fare senza; che ogni volta che lo indossi non capisci perché pesa di più, anche se ti sei appena sbarazzato di qualcosa.

Mi manca quella faccia sempre allegra. Di quello che ti cammina accanto al grido di “mi piace camminare sotto al sole”; ma come farà mai?

Mi manca quella faccia sempre triste. Di quello che proprio non ce l’ha fatta a lasciare a casa i problemi; e non solo se li porta dietro, ma gli pesano più dello zaino. Che pena deve essere il suo cammino.

Mi manca quella faccia sempre imbronciata. Di quello che proprio non lo vede quello che vedi tu. Anche se glielo indichi.

Mi manca il sentiero. Che dopo la salita ti sorprende sempre, mostrandoti un’altra salita.

Mi manca quel passo, l’ultimo passo. Quello che fai alla fine di una camminata di 20km, che mentre lo fai  pensi: “ce l’ho fatta, ecco, sono arrivato! Ora, in una sola mossa mi sfilo lo zaino e cado a terra come un pezzo di stoffa bagnata e resto la finché i piedi non la piantano!”; e lo fai davvero.

Mi manca quella sensazione di benessere. Quando ti sfili quelle pesanti scarpe.

Mi manca il profumo di quel fuoco. Che te lo porti addosso, nei vestiti, fin dentro la tenda.

Mi mancano le stelle e il prato. Che quando ti ci stendi in mezzo immediatamente non hai bisogno di altro.

Mi manca il miracolo che ho visto. Quello capitato verso la fine, ma non proprio la fine… a tre quarti del cammino, diciamo. Che non se ne è accorto quasi nessuno, neppure il miracolato.

Grazie a kiara che ha fatto più di 600 foto, e grazie per questo post.
Grazie a kikka che sorridendo ti migliorava la giornata, e grazie per questo post;
Grazie a tatore che non ha mai smesso di stare coi piedi per terra;
Grazie a cia che è rimasta vigile quando poteva non farlo, e per questo post;
Grazie a sabba che ci ha dimostrato come si fa la ruota;
Grazie a rossella che tanto voleva assomigliare a “spank”, e per questo post;
Grazie a francesco e ai suoi silenzi;
Grazie a onofer che ha speso tutta quella marea di soldi;
Grazie a valeria che è scoppiata alla fine;
Grazie a carmine che…. err… che… (mmhhhh).. che alla fine è venuto;

e grazie a Depa che mi ha ispirato con questo post.

Vi prometto che l’anno prossimo, dopo “il guerriero della Luce”, ci occuperemo del “Guerriero del Gas”, eppoi chissà del “Guerriero del Canone Rai”.

Ci vediamo a settembre tutti, ok? (HO DETTO TUTTI!!!!)
ps: nella photogalley ci sono le foto dell’evento

Cammini periclosi

Wednesday, July 16th, 2008

In Spagna, in Andalusia precisamente esiste un cammino abbastanza noto (dopo quello verso Santiago;la spagna è decisamente un posto da visitare a piedi): Il cammino del Re.
É un percorso costruito nel 1901 che praticamente fiancheggia una parete di roccia alla dignitosa altezza di 200 metri da un fiume.
Ovviamente sia le protezioni che i corrimano sono andati distrutti dal tempo, in alcuni tratti persino il camminamento non esite più! Ma a quanto pare camminatori temerari continuano a arrampicarsi lungo queste avventure.

mhhh…. vediamo un po’… come è che si arriva in Andalusia?

http://www.metacafe.com/watch/1493792/

Il paese del tira a campare

Thursday, May 8th, 2008

Già ritenevo stupida l’idea del prestito ponte ad Alitalia. 300 milioni di euro dati in mano ad una società morente da un governo già morto. Che manovra eccitante, eh?

Alitalia ha un debito di quasi un miliardo e mezzo di euro, e per salvarla lo stato le concede ben trecento milioni.
Ora. Premetto che non capisco niente, ma niente davvero; e se devo dirla tutta non conosco manco la differenza tra 100 milioni di euro e 200 milioni di euro, figuratevi se sono in grado di giudicare una faccenda da miliardi di euro. Ciononostante mi sembra palese che 300 milioni di euro non possono fare nulla contro il miliardo e mezzo di debito.

Ma non è questo che mi fa arrabbiare.

AirFrance ci ha provato, è arrivata, ha visto la situazione, si è presa il suo tempo. E alla fine ha detto:
In questa azienda ci sta qualcosa che non funziona“, (!!) ma va? davvero? non lo sospettavamo mica.
E ha poi continuato:
ma l’azienda si può salvare!“, evviva!!!!, hhyppye!!!!
però ci sono 1600 persone circa in esubero“. (!!) nooo!!!! impossibile!!! ma che stai dicendo?? controlla meglio.

Questa è l’analisi di AirFrance, 1600 persone in esubero, che letta dal fronte dei sindacati vuol dire: “1600 famiglie senza più un reddito sicuro“, ma che letta dal fronte AirFrance vuol dire invece: “ci sono 1600 persone che fino ad ora si sono portate a casa lo stipendio senza lavorare o senza che il loro lavoro fosse necessario“.

Ma chiedo ai sindacati: è così tanto improbabile che ci siano esuberi in una azienda che sta morendo? e che magari la causa del male è proprio quella? Insomma, anche gli avvocati più spregevoli di fronte alla difesa di un assassino violento, possono rinunciare ad agire; rinunciate ad agire pure voi!; ed è una procedura nota in medicina: tagliare una gamba per salvare la persona; salviamola questa azienda sacrificando 1600 persone.

Alla fine AirFrance si è rotta le scatole e se ne è andata (come biasimarla?).

Ma non sono arrabbiato neppure per questo.

Sono arrabbiato per la ricerca italiana, che già stenta a crescere, che vede incredibili, brillanti persone andare all’estero perchè in italia non ci sono fondi a sufficienza, e che si è vista sottrarre i 300 milioni di euro che sono andati a prolungare l’agonia di un’azienda morta e stramorta: si tolgono denari -gia’ scarsissimi- a quelle risorse del Paese che la vita, quella dei malati, la possono salvare sul serio.

Allevi

Wednesday, May 7th, 2008

Sono stato di recente ad ascoltare una esibizione di Giovanni Allevi.
Benchè conoscessi tutti i sui brani, non lo avevo mai sentito dal vivo.

E devo dire la verità: la sua musica è davvero bella come la si percepisce, Allevi riesce a penetrare nella pelle per davvero. Ha un modo davvero unico e raro di trasformare le sue emozioni in musica.
Ogni pezzo raramente eredita le sonorità di un brano scritto in precedenza; seguono tutti un percorso, un filo, che, anche partendo dallo stesso punto, porta in direzioni diverse.

Poi, lui è eccezionale! Un uomo mai tanto a disagio sul parco quanto a sua agio seduto davanti al pianoforte.

Il primo artista che visibilmente “tremava” sul palco, balbettante e intimorito del pubblico. Pubblico che invece lo acclamava e lo osannava in tutta la sua musica e in tutta la sua bravura.

Un aneddoto: mi ha fatto sorridere come tutti quei ragazzi del pubblico, fossero a teatro, vestiti come quando si va a teatro (giacca, abito lungo, camicia, scarpe lucide). Mentre invece l’artista si è presentato sul palco con un Jeans, una felpa, e con le stesse scarpe che si vedono nella foto qui al lato (per davvero).

L’arte dei titoli

Saturday, April 26th, 2008

Lo avrete capito. Adoro i corti.
E vi dirò di più! Adoro le pubblicità!!
Sono convinto che non sia da tutti fare un bel film; ma sono ancora più convinto che soltanto pochi sono in grado di fare un bel film che duri però solo pochi minuti (o addirittura secondi).

Riuscire a fare entrare in poco spazio (o tempo) un concetto, renderlo chiaro, e (soprattutto) farlo piacere; è una dote che invidio ai grandi registi!

Un emergente fronte di arte (mica poi tanto emergente) è rappresentato dai titoli di testa dei films. Si, quelli che scorrono prima che cominci il film, che ci informano di chi recita e di chi dirige.

Solitamente questi titoli non durano più di pochi minuti, e solitamente gli spettatori non ci pongono troppo caso, dato che spesso non fanno parte affatto del film.

Ma a volte vengono fuori dei veri e propri capolavori! Insomma, un genere d’arte simile ai corti e alle pubblicità.

Ho scovato questo sito in rete che elenca e ordina le migliori realizzazioni di titoli di testa.

Riporto qua una delle creazioni che più mi ha entusiasmato: i titoli di coda di Una serie di sfortunati eventi (film peraltro meraviglioso).


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Vaffanculo all’italia!

Friday, April 25th, 2008

Vaffanculo all’Italia, se non c’è andata ancora.
Vaffanculo all’italia, e alla sua seconda repubblica (che ancora devo capire cosa è stata).
Vaffanculo all’italia con i politici buffi e i comici seri.
Vaffanculo all’italia con i soldi a milano e il potere a palermo.
Vaffanculo all’italia con i giudici indagati e i condannati in televisione e parlamento.
Vaffanculo all’italia e a quelli che ancora si piangono Bosellino e Falcone.
Vaffanculo all’italia e al “designed in Italy and made in China”.
Vaffanculo all’italia e alle cravatte da 5 mila euro.
Vaffanculo all’italia e a chi non ce la manda.

Il mio vaffanculo lo vado a gridare in piazza, nella piazza della mia città. Lo grido anche con questo post, e con un po’ di spazio e visibilità dell’evento dai server aziendali, e con il sito vday.webeetle.org.
Stasera, qui in basso sarà trasmessa la diretta dell’evento direttamente dalla piazza del mio paese.

Per magggiori informazioni visitate il sito locale dedicato all’evento oppure il blog di beppe grillo

l’anno, il posto, l’ora

Wednesday, April 23rd, 2008

Le parole di questa canzone mi hanno affascinato appena le ho ascoltate.
Una incredibile descrizione dello sprofondo che a volte ci prende.

L’anno il settantatre
il posto il cielo artico
l’ora che senso ha? d’estate e’ sempre l’alba
l’incontro di ogni giorno con l’immensita’
credo finisca qua
cio’ che volava in alto ormai non vola piu’
e sto cadendo giu’
ali negate al vento che ora stride di piu’
e mi trascina giu’
davanti agli occhi miei la folla delle immagini
vertiginosamente ma per ordine, in un attimo
colori e visi e voci della vita mia
passano e vanno via
suoni di vento e d’acqua che fermare vorrei
ma non c’è tempo ormai
all’orizzonte la, il sole e’ un occhio immobile
e’ notte, ma la notte qui e’ solo una parola
milioni di parole lascio dietro di me
milioni di perchè
affascinata e stanca la mia anima va
verso la libertà.