Archive for the ‘politics’ Category

Linux Day 2008

Monday, October 27th, 2008

Lo scorso WeekEnd si è tenuto l’annuale LinuxDay; quest’anno l’evento è stato organizzato con la  collaborazione di 3 LUG campani: IrLUG HCSSLUG e XaLUG, che hanno organizzato una due-giornate all’insegna dell’opensource. La prima (venerdì) nelle aule della facoltà di informatica dell’Università si Salerno, e la seconda (sabato) ad Avellino in un centro sociale.

Il contributo del lug (XaLUG, appunto) di cui faccio parte si è concretizzato in un talk su “Iternet e webservices”. Il talk l’ho tenuto io, che, con questo intervento ho portato la bandiera dello Xalug a questo evento. Su slideshare potete trovare le slides della mia presentazione.

Al prossimo anno.

Ancora simboli

Tuesday, October 7th, 2008

Ho aggiunto il simbolo che skarabeo mi ha segnalato.

Il numero dei simboli è salito a 12. Sulla mappa trovate i dettagli.

Segni e simboli

Tuesday, September 30th, 2008

In questo ultimo mese nel mio paese: Angri, sono comparsi degli strani segni sui muri e sui marciapiedi.
Non ci facevo caso più di tanto. Ma quando il numero è diventato considerevole mi sono preso la briga di contarli.
E sapete una cosa? Sono davvero tanti!

A prima vista potrebbe sembrare un graffio senza senso, ma in giro ce ne sono troppi (e da troppo tempo).
Non sono un esperto in materia di graffiti, ma non credo neppure che si tratti della TAG di un writer.

Linkata qui in basso trovate la mappa con le posizioni dei simboli che ho notato.

Senza sbilanciarmi più di tanto… direi che questi segni hanno a che vedere con la materia religiosa; non sono un esperto neppure in questa materia, ma ho notato una vaghissima somiglianza con li simbolo dell’Induismo (OM).

PS: Se avete notizia di qualche segno che mi è sfuggito, segnalatemelo.

Il danno, la beffa

Saturday, September 6th, 2008

Di qualche giorno fa la notizia su republica dei vergognosi atti vandalici commessi dai tifosi napoletani in trasferta. Non commento la notizia perchè non ne sono in grado, ma non ho potuto non notare la grottesca combinazione “Notizia <-> Spot” che il quotidiano ha piazzato in HomePage, tanto che ho voluto scattare una istantanea e farvela vedere.

Mi domando se questa sia solo una coincidenza oppure un abbinamento ben architettato. Già un’altra volta repubblica.it ha commesso una gaff del genere: mentre a sinistra il titolo della notizia citava: “Alitalia: in progetto tagli alle tratte italiane“, accanto un banner pubblicitario di Ryanair (o EasyJet non ricordo), annunciava l’incremento dei voli e delle tratte da Malpensa.
Insomma, una bella rappresentazione del danno e della beffa.

La storia delle cose

Saturday, June 14th, 2008

Non fa male ogni tanto ripetersi che le cose non vanno affatto bene.
quoto: “In questo sistema se non compri o possiedi delle cose, non vali niente”. Agghiacciante!

http://video.google.com/videoplay?docid=-2138416794381091301

Ancora Alitalia

Tuesday, June 3rd, 2008

Il vecchio logo creato nel 1969


Il logo ritoccato nel 2005

Questa cosa io non la sapevo, giuro!
Il logo Alitalia (va detto), è un gran bel logo!
Ientico per 36 anni. Il marchio, di una straordinaria modernità, è stato concepito nel ‘69 dalla società di design industriale Walter Landor Associated di San Francisco ed è diventato uno dei loghi più riconosciuti al mondo. È stato scelto tra oltre 200 disegni di diversa matrice.
Nel 2005 si decise il ritocco: in pratica una semplice inclinazione del logo verso destra che tuttavia doveva simboleggiare il riposizionamento sul mercato della compagnia. Il tutto venne affidato alla Saatchi & Saatchi per un totale di spese (solo per i disegni) pari a 520mila euro.

Cinquecentoventimila euro per inclinare il logo? Giudicate voi se ne è valsa la pena: qui al lato troverete entrambi i loghi: quello originale (in alto) e quello ritoccato (in basso).

Sono certo che non sia stata questa geniale operazione a portare sul ciglio del fallimento la compagnia di bandiera, ma non posso non considerare che all’epoca dei fatti alitalia era ancora una azienda completamente gestita dallo stato, quindi gestita con soldi pubblici.

Denuncia il tuo vicino

Friday, May 9th, 2008

EuroLo sapete tutti cosa è successo: l’agenzia delle entrate ha reso pubblici i dati delle dichiarazioni dei redditi del 2005 di tutti i contribuenti italiani!

E sapete pure cosa è successo dopo 15 minuti: il garante della privacy ne ha bloccato la pubblicazione.
Mi sono arrovellato questi giorni per capire se il garante avesse o meno commesso un abuso, insomma, questi dati è giusto o no che siano pubblicati?

Tra le varie opinioni a riguardo, quella di Beppe Grillo (grazie Depa per la segnalazione) è quella che più di tutte mi ha sconvolto. Le altre me le aspettavo, ma Grillo, dire queste cose, non lo si può sentire.

Cito dal suo Blog: “Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere“. Ma non è lui quello che urlava che lo stato siamo noi, che i politici non sono altro che dipendenti statali e quindi nostri dipendenti.
Beh, se lo stato sono io, avrò pure diritto di sapere da dove e in che misura mi arrivano i soldi, no? Se ho diritto di reclamare l’impegno delle persone che pago con le mie tasse credo di avere anche il diritto di sapere chi le tasse le paga e chi no;

Scivolone di Grillo a parte, voglio cercare di capire se il provvedimento del garante sia legittimo oppure no.

Questi dati sono da sempre stati pubblici, ogni cittadino poteva recarsi all’ufficio delle entrate e richiedere il reddito di qualunque altro cittadino italiano. Quindi non vedo perchè mai un dato pubblico non possa essere pubblicato. Il problema sta forse nella fruizione dei dati: per poter accedere ai dati è necessario farsi riconosce e registrare, e ilweb ha invece ha permesso una consultazione libera e selvaggia dei dati.
Ma perchè mai?
Perchè per poter sapere quanto dichiara di guadagnare il mio vicino devo farmi registrare e schedare? Non glielo andranno mica poi a dire? che ho consultato i suoi redditi. Oppure fanno dei controlli su di me, per capire come mai voglio quella informazione, forse voglio rapirgli la figlia e mi serve sapere quanto posso chiedere di riscatto oppure gli devo saccheggiare la villa e devo assicurarmi che il colpo dia buoni frutti. O meglio, sto solo facendo una indagine a campione per aggiornare il tasso di incidenza del pizzo che riscuote la mia associazione.
Sinceramente non vedo nessun motivo al fatto che uno deve essere riconosciuto prima di poter accedere a questi dati. La scusa del pizzo o del racket è ridicola, seriamente ridicola!

Sono certo che una mossa del genere in un paese socialmente e culturalmente avanzato (mi viene in mente la Norvegia, o la stessa Germania) non avrebbe fatto il minimo scalpore. Anzi!

In conclusione

I dati dovevano restare pubblicati e liberamente consultabili
* in quanto pubblici;
* in quanto fanno parte dei conti pubblici statali, e quindi di interesse collettivo;
* in quanto sono un deterrente all’evasione fiscale (fino a che punto non lo so);
Anzi, accanto al link per scaricare la dichiarazione dei redditi ci doveva essere pure un bel link “denuncia il tuo vicino”.

Il paese del tira a campare

Thursday, May 8th, 2008

Già ritenevo stupida l’idea del prestito ponte ad Alitalia. 300 milioni di euro dati in mano ad una società morente da un governo già morto. Che manovra eccitante, eh?

Alitalia ha un debito di quasi un miliardo e mezzo di euro, e per salvarla lo stato le concede ben trecento milioni.
Ora. Premetto che non capisco niente, ma niente davvero; e se devo dirla tutta non conosco manco la differenza tra 100 milioni di euro e 200 milioni di euro, figuratevi se sono in grado di giudicare una faccenda da miliardi di euro. Ciononostante mi sembra palese che 300 milioni di euro non possono fare nulla contro il miliardo e mezzo di debito.

Ma non è questo che mi fa arrabbiare.

AirFrance ci ha provato, è arrivata, ha visto la situazione, si è presa il suo tempo. E alla fine ha detto:
In questa azienda ci sta qualcosa che non funziona“, (!!) ma va? davvero? non lo sospettavamo mica.
E ha poi continuato:
ma l’azienda si può salvare!“, evviva!!!!, hhyppye!!!!
però ci sono 1600 persone circa in esubero“. (!!) nooo!!!! impossibile!!! ma che stai dicendo?? controlla meglio.

Questa è l’analisi di AirFrance, 1600 persone in esubero, che letta dal fronte dei sindacati vuol dire: “1600 famiglie senza più un reddito sicuro“, ma che letta dal fronte AirFrance vuol dire invece: “ci sono 1600 persone che fino ad ora si sono portate a casa lo stipendio senza lavorare o senza che il loro lavoro fosse necessario“.

Ma chiedo ai sindacati: è così tanto improbabile che ci siano esuberi in una azienda che sta morendo? e che magari la causa del male è proprio quella? Insomma, anche gli avvocati più spregevoli di fronte alla difesa di un assassino violento, possono rinunciare ad agire; rinunciate ad agire pure voi!; ed è una procedura nota in medicina: tagliare una gamba per salvare la persona; salviamola questa azienda sacrificando 1600 persone.

Alla fine AirFrance si è rotta le scatole e se ne è andata (come biasimarla?).

Ma non sono arrabbiato neppure per questo.

Sono arrabbiato per la ricerca italiana, che già stenta a crescere, che vede incredibili, brillanti persone andare all’estero perchè in italia non ci sono fondi a sufficienza, e che si è vista sottrarre i 300 milioni di euro che sono andati a prolungare l’agonia di un’azienda morta e stramorta: si tolgono denari -gia’ scarsissimi- a quelle risorse del Paese che la vita, quella dei malati, la possono salvare sul serio.